Il segreto di una vita lunga 106 anni? Gianna Pratesi risponde così (e c’è il gelato)
A 106 anni, compiuti il 16 marzo, Gianna Pratesi è diventata un simbolo di longevità e positività. La sua storia…
Il gelato artigianale è molto più di un semplice dessert: è il risultato di secoli di storia, innovazioni tecnologiche e tradizioni locali che si sono sviluppate attraverso culture e continenti diversi. Dalle prime sperimentazioni con neve e ghiaccio nelle antiche civiltà fino alle gelaterie moderne, la storia del gelato ha attraversato un percorso di continua evoluzione, guidato dalla ricerca della perfezione nella consistenza, nel gusto e nella qualità degli ingredienti utilizzati, fino a diventare oggi uno dei dolci più apprezzati in tutto il mondo.
Le prime forme di gelato, seppur molto lontane dalle versioni che conosciamo oggi, risalgono a civiltà antiche come quella persiana, che era solita raccogliere e conservare la neve in fosse sotterranee isolate, spesso rivestite di materiali isolanti come paglia o terracotta, per mantenerla integra durante tutto l’anno. Mescolata con miele, frutta e spezie, questa neve “aromatizzata” costituiva una primitiva forma di dessert rinfrescante, capace di soddisfare non solo il palato ma anche il desiderio umano di sperimentazione culinaria.
Anche gli antichi romani, grandi amanti del lusso gastronomico e della sperimentazione, importarono ghiaccio e neve dalle montagne circostanti per creare preparazioni dolciarie a base di vino, frutta e miele, destinate soprattutto alle tavole dell’élite. Questi primi esperimenti dimostrano come, già in epoca antica, l’uomo cercasse di combinare l’innovazione tecnologica – sotto forma di conservazione del freddo – con un’accurata selezione delle materie prime utilizzate per donare sapore e profumo alla preparazione, ponendo le basi di quella che sarebbe diventata la gelateria artigianale.
Le prime tracce del gelato nella forma che conosciamo oggi risalgono però all’antica Cina (anche se la prima menzione risale alla Bibbia), dove c’era l’usanza di preparare succhi di frutta “ghiacciati”. Successivamente nacquero i primi dessert rinfrescanti, in cui il latte veniva mescolato con riso cotto e spezie, per essere poi introdotto nella neve per farlo solidificare. Fu grazie a Marco Polo, nel ‘300, che il gelato venne introdotto nel Vecchio Continente grazie agli scambi commerciali e culturali con il Medio Oriente.

Parallelamente, l’espansione dell’influenza del mondo arabo introdusse nuove conoscenze fondamentali per lo sviluppo dei dessert freddi, tra cui l’uso diffuso dello zucchero raffinato, delle spezie, nonché di tecniche di conservazione più avanzate. Questi elementi permisero di creare i primi sorbetti, caratterizzati da una consistenza più uniforme rispetto alle antiche preparazioni a base di ghiaccio e frutta. Tuttavia, sarà in Sicilia che il sorbetto assume una dimensione più raffinata, merito anche della vicinanza con il mondo arabo e alla presenza di materie prime pregiate come agrumi e mandorle.
Il Rinascimento italiano fu un periodo di straordinaria creatività in tutti i campi dell’arte e della cultura, e la gelateria non fece eccezione. Firenze, grazie alla corte dei Medici, divenne un centro fondamentale per lo sviluppo del gelato artigianale, dove i maestri gelatieri, tra cui l’architetto Bernardo Buontalenti, iniziarono a sperimentare con latte, panna, zucchero e aromi naturali come cacao, vaniglia e frutta fresca. Ingredienti che sono tuttora alla base del gelato.
In questo periodo, il gelatiere emerge come figura artigianale di rilievo: custode di competenze specifiche, capace di coniugare tradizione e innovazione e di trasformare ingredienti semplici in un prodotto di qualità superiore, destinato a deliziare le tavole delle corti nobiliari e a consolidare la reputazione della gelateria italiana in tutta Europa.
A partire dal XVII secolo, il gelato italiano cominciò a diffondersi in Francia e nelle corti del Nord Europa, accolto come un simbolo di lusso, raffinatezza e innovazione gastronomica. I nobili italiani e i mercanti portarono con sé le tecniche di preparazione, facendo conoscere sorbetti e gelati cremosi in contesti dove il gusto e la presentazione erano elementi di grande importanza sociale.
Tra i protagonisti più importanti nella storia del gelato troviamo poi Francesco Procopio dei Coltelli, che nel 1685 creò una perfetta ricetta per preparare e confezionare il gelato. Con la sua creatività si trasferì presto a Parigi, dove aprì il primo caffè-gelateria della città e della storia: il Caffè Procope. Oltre a creazioni ricche di frutta fresca, spezie e accostamenti originali di sapori, Procope divenne maestro indiscusso del gelato al caffè. Con l’avvento della colonizzazione e del commercio globale, il gelato dalla Francia si diffuse in tutto il mondo, e vennero introdotti nuovi gusti e tecniche di preparazione.
Una nuova svolta che rivoluzionò la produzione del gelato arrivò grazie all’introduzione delle prime tecniche di refrigerazione meccanica a partire da metà Ottocento, che permisero di produrre gelato in quantità maggiori e con una qualità più costante. Nel 1843 la statunitense Nancy Johnson inventò la prima sorbettiera a manovella, che consisteva in un recipiente riempito di sale e ghiaccio con un cilindro metallico per l’impasto da girare attraverso una manovella.
La sorbettiera venne successivamente brevettata da William Le Young, che aggiunse il motore per consentire un raffreddamento uniforme del composto. Con la possibilità di mantenere temperature più basse in modo affidabile, le gelaterie europee iniziarono a offrire le proprie specialità durante tutto l’anno, portando la tradizione artigianale dai caffè e dalle pasticcerie delle città ai mercati più ampi, pur preservando l’uso di ingredienti freschi e di tecniche manuali.
In quegli stessi anni nasce anche il cono gelato, seppure le sue origini siano ancora oggi oggetto di dibattito. Secondo alcuni, il merito andrebbe a un pasticcere statunitense di nome Ernest Hamwi, che nel 1904 ebbe un’intuizione geniale. Alla Fiera Mondiale di St. Louis, lo stand di wafer di Hamwi si trovava vicino a quello di un venditore di gelato che stava esaurendo i piatti. Hamwi, notando il gelataio in enorme difficoltà, ebbe l’idea di arrotolare uno dei suoi wafer a forma di cono intorno a un tubo di metallo, creando così, a tutti gli effetti, il primo cono gelato.
Ma a contendere questa scoperta c’è anche Italo Marchione, un gelataio italiano emigrato a New York, che brevettò lo stampo per produrre il cono a partire dall’esigenza di servire il gelato in contenitori che non fossero di carta o di vetro.
Nel corso del XX e del XXI secolo, il gelato artigianale ha continuato a evolversi, combinando tradizione e innovazione. Oggi le gelaterie artigianali non si limitano più a proporre gusti classici come cioccolato, vaniglia e fragola, ma sperimentano nuove combinazioni, varianti vegane, senza zuccheri aggiunti, lattosio, glutine o aromi artificiali, rispondendo alle esigenze di un pubblico sempre più attento alla qualità e alla sostenibilità.
Al tempo stesso, nonostante la diffusione globale dei gelati industriali, il gelato artigianale è riuscito a mantenere la sua identità distintiva, celebrando una tradizione millenaria che continua a evolversi, preservando però l’attenzione ai dettagli, la qualità degli ingredienti e la passione per un prodotto che rimane, oggi come ieri, simbolo di eccellenza e piacere gastronomico.
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