Tartufo di Pizzo: la storia del leggendario gelato a marchio IGP
Tra le colline a picco sul mare e le pittoresche strade lastricate del piccolo comune vibonese, non lontano da Tropea,…
A 106 anni, compiuti il 16 marzo, Gianna Pratesi è diventata un simbolo di longevità e positività. La sua storia ha colpito il grande pubblico durante il Festival di Sanremo, dove è salita sul palco dell’Ariston raccontando con semplicità e un pizzico di ironia alcuni momenti della sua lunga vita, incluso il suo primo voto per la Repubblica. Inoltre, in un mondo ossessionato da diete perfette e regole rigide per vivere più a lungo, Gianna Pratesi sorprende tutti con un messaggio semplice e diretto: vivere bene significa anche concedersi piccoli piaceri quotidiani.

La vita di Gianna Pratesi attraversa alcune delle pagine più intense della storia italiana. Durante il periodo del fascismo fu caposquadra delle Giovani Italiane e visse da vicino eventi legati al regime di Benito Mussolini, arrivando persino, come racconta lei stessa, a salvargli la vita in un incredibile episodio. “Quando Mussolini passava da Chiavari con la macchina scoperta, in piedi con le braccia su i fianchi, io e un’altra mia amica dovevamo stare accanto a lui. Una volta lo abbiamo salvato dal prendere una testata mentre la macchina stava passando in un sottopasso ferroviario: lo abbiamo trascinato giù tirandolo per i calzoni prima che finisse all’altro mondo”
Gli anni della guerra furono segnati da pericoli e fughe. Rischiò la fucilazione e assistette alle difficoltà vissute dalla sua famiglia, come nel caso del fratello scampato per errore a una condanna.“I fascisti erano così stupidi che scambiarono gli scarponi di Franco per quelli dei partigiani. Si salvò per un pelo. Pure io rischiai di essere fucilata. Mi piaceva andare in bicicletta e mi si ruppe il raggio del freno proprio in una discesa, mentre i tedeschi a un posto di blocco mi gridavano Achtung, Achtung!” Come fece a scamparla? “Perché ero bella!”.
Ma la sua vita non è stata fatta solo di tensioni e paura. Insieme al marito Luigi aprì una gelateria nelle Highlands scozzesi, a Kingussie, un luogo che divenne punto di incontro per personaggi noti. Tra questi anche l’attore Alain Delon, che rimase affascinato da lei, e una giovane Elisabetta II, passata prima ancora dell’incoronazione. Artista e amante della cultura, Gianna è stata anche pittrice e ancora oggi suona il pianoforte. Adesso le sue giornate scorrono tranquille. Si sveglia tardi, legge la Gazzetta dello Sport e si gode il tempo con serenità.
Se esistesse una formula universale per vivere a lungo, probabilmente molti si aspetterebbero disciplina ferrea e rinunce. Ma Gianna Pratesi ribalta completamente questa idea. La sua alimentazione è semplice e tradizionale. Brodo ogni giorno, pasta, carne, pollo, verdure e piatti casalinghi. Ma c’è un dettaglio che ha sorpreso e ha fatto sorridere in molti, il legame tra Gianna Pratesi e il gelato, che lei stessa considera una piccola ma importante abitudine quotidiana.
“Non sono golosa. Mangio solo due gelati al giorno gusto fiordilatte, quello della vaschetta, e poi i cioccolatini fondenti”.
Due gelati al giorno senza sensi di colpa. Un coccola quotidiana, accompagnata da qualche cioccolatino fondente, che per lei è diventata quasi un rituale. Gianna ci tiene anche a precisare di aver sempre fatto attività fisica. «Fino a due anni fa andavo sulla cyclette». «Ma ho sempre fatto sport, tra cui nuoto».
Naturalmente, gli esperti ricordano che la longevità dipende da molti fattori come genetica, stile di vita, relazioni e anche una buona dose di fortuna. Ma la storia di Gianna Pratesi porta anche un messaggio importante. Siamo sempre abituati a regole e restrizioni, mentre come vediamo il benessere passa anche dalla leggerezza, dalla capacità di godersi la vita e i piccoli piaceri quotidiani. Il gelato, in questo caso è un gesto di gioia che arricchisce le giornate.
La storia di Gianna Pratesi è una storia che colpisce per l’intensità delle esperienze vissute, difficili da immaginare oggi. Ma sorprende ancora di più per il suo sorriso, e il suo ricordarci che la felicità arriva anche dalle cose più semplici. Da una piccola coccola, un momento di piacere, e perché no, anche da un gelato gustato senza sensi di colpa.
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