Dove mangiare il gelato a Foggia: gli indirizzi imperdibili nella città pugliese
Parlare di gelato in Italia significa entrare in un territorio quasi sacro, dove la tradizione non è soltanto gastronomica ma…
Nel nostro precedente articolo, abbiamo esplorato il processo meticoloso che porta alla selezione delle gelaterie che ottengono il prestigioso riconoscimento dei Tre Coni Gambero Rosso. I criteri di valutazione includono la qualità degli ingredienti, la maestria artigianale, l’innovazione, la sostenibilità e l’eccellenza del servizio. Questo processo dovrebbe garantire che solo le migliori gelaterie italiane entrino a far parte di questa guida.
Quest’anno, però, un aspetto che ha sorpreso più di tutti è stato il fatto che una delle gelaterie premiate ha deciso di rinunciare al premio. Un gesto inaspettato che ha scosso il mondo del gelato artigianale.
Come ogni anno, il Gambero Rosso attribuisce premi speciali alle gelaterie che si sono distinte per particolari meriti. Ecco i vincitori di quest’anno:

Ecco la lista completa delle 72 gelaterie premiate con i Tre Coni Gambero Rosso, suddivisa per regione:
Abruzzo (prima volta nella guida con 3 coni)
Basilicata
Calabria
Campania
Emilia Romagna
Friuli Venezia Giulia
Lazio
Liguria
Lombardia
Marche
Piemonte
Puglia
Sardegna
Sicilia
Toscana
Umbria
Veneto
Un episodio che ha suscitato molto scalpore riguarda la rinuncia da parte di Stefano Dassie, storico gelatiere di Treviso, al riconoscimento dei Tre Coni Gambero Rosso. Durante il Sigep di Rimini, la più importante fiera internazionale della gelateria, Dassie ha annunciato pubblicamente di non voler più ricevere il prestigioso premio. La sua decisione, maturata dopo un anno di riflessione è stata dettata da un profondo disappunto riguardo ai metodi di valutazione della guida. Dassie, che per sei anni consecutivi aveva ricevuto il massimo punteggio, ha criticato la mancanza di trasparenza nei criteri di giudizio e la risposta della guida quando ha espresso il suo disaccordo. Secondo lui, l’assegnazione dei coni non riflette sempre la realtà del lavoro dei gelatieri e, per questo, ha scelto di fare una “denuncia pubblica” per sensibilizzare sull’argomento. La sua decisione non è stata compresa da tutti, ma ha raccolto numerosi attestati di stima da parte dei colleghi, mentre i suoi clienti si sono schierati completamente dalla sua parte, mostrando un forte sostegno alla sua posizione.
Tuttavia, la vicenda ha anche suscitato una risposta ufficiale dal Gambero Rosso. La curatrice della guida Gelaterie d’Italia, Annalisa Zordan, ha spiegato che la rinuncia non è stata accettata, sottolineando che non è possibile rinunciare ai Tre Coni una volta ricevuti, in quanto la guida continua a fare il suo lavoro a servizio dei lettori. Il Gambero Rosso ha chiarito che i suoi criteri di selezione sono sempre gli stessi, e che la guida si rivolge esclusivamente ai lettori, non ai gelatieri. In un post ufficiale, il Gambero Rosso ha affermato di rispettare la posizione di Dassie, ma ha ribadito che continueranno a recensire e premiare le gelaterie meritevoli, seguendo le linee guida della guida stessa.
Ora, la questione più importante da capire è cosa porterà questa vicenda al settore gelato. Sicuramente, almeno per noi, ha dato risalto a un tema fondamentale: mettere il gelato e il lavoro, la passione e l’amore verso il gelato al centro della discussione. La scelta di Dassie ha sollevato interrogativi sulla trasparenza e sui metodi di valutazione delle guide e, pur nella diversità delle opinioni, ha dato voce a una riflessione che riguarda il nostro settore e come viene percepito. L’attenzione su questi temi non potrà che fare bene al settore e stimolare un dibattito sano sulla qualità e sull’autenticità nel mondo del gelato.
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