España Gelato Week 2026: partner e sponsor al fianco della prima edizione spagnola
La Gelato Week a settembre 2026 compie un nuovo passo importante: dopo la crescita del format in Italia, il progetto…
Il gelato artigianale continua ad espandersi ed evolversi lungo tutta la Penisola italiana, e non soltanto nelle città dove ormai siamo abituati a trovare insegne interessanti. Negli ultimi mesi sono nate nuove gelaterie, ma sono comparsi anche secondi e terzi punti vendita di realtà già conosciute, progetti che cambiano città o nuove insegne costruite attorno a un’idea precisa. Da Milano a Roma, passando per Torino, Bari, Verona, la Versilia e la provincia di Padova, abbiamo raccolto 11 nuove aperture che vale la pena segnare (e provare). Alcune sono completamente nuove, altre rappresentano l’espansione di gelaterie già conosciute: tutte, però, raccontano qualcosa di come sta cambiando il panorama di questa prelibatezza tutta italiana.
Dalle nuove insegne alle seconde e terze sedi, queste 11 aperture raccontano un panorama del gelato sempre più vivace, tra ricerca, identità territoriali e nuovi modi di interpretare l’arte della gelateria.
Via Roma 8, Forte dei Marmi (LU)
È probabilmente una delle aperture che ha fatto più parlare di sé nell’estate 2026. Oblò è il nuovo progetto di Tommaso Mazzanti e Clara Fioretti, gli stessi imprenditori che hanno portato All’Antico Vinaio in giro per il mondo. Ma qui non si tratta di trasformare la schiacciata in un altro prodotto: Oblò nasce come progetto autonomo dedicato al gelato artigianale.
La gelateria ha aperto il 3 luglio in via Roma 8, a pochi passi da piazza Garibaldi e dal pontile. L’idea più interessante è anche quella che ha dato il nome al locale: attraverso un oblò inserito nelle macchine il pubblico può osservare la produzione del gelato. Il laboratorio diventa quindi parte dell’esperienza, con l’obiettivo di mostrare il prodotto mentre viene preparato.
La proposta parte dai grandi classici della gelateria, con attenzione alla selezione delle materie prime e alla produzione interna. È un debutto da tenere d’occhio anche per capire come un imprenditore proveniente da un segmento completamente diverso possa confrontarsi con un prodotto tanto legato alla tradizione italiana.
Via Andrea Doria 7, Torino
Tra le nuove insegne torinesi da segnare c’è anche Gallup, una delle nuove aperture inserite in questa mappa aggiornata del gelato italiano. È un nome che merita attenzione soprattutto perché si inserisce in una città dove il settore della gelateria artigianale ha ormai una storia importante e una clientela abituata a confrontarsi con proposte anche molto diverse tra loro.
In questo caso, però, la novità è soprattutto nel prodotto: per la prima volta lo storico marchio piemontese, nato a Pinerolo nel 1922 e legato indissolubilmente al suo celebre panettone basso con glassa alle nocciole, entra nel mondo del gelato. La nuova linea è disponibile, almeno in questa prima fase, proprio nello store di via Andrea Doria, inaugurato nell’ottobre 2025 e concepito non soltanto come punto vendita, ma come spazio dedicato all’intero universo Galup.
Sono otto i gusti della nuova linea, tutti senza glutine e prodotti da Golosi, azienda del gruppo TCN: tra questi, Panettone, Crema pistacchio, Fragola e limone, Limone e cioccolato, Nocciola e cioccolato, Tiramisù, Sacher e Fragola e stracciatella. Naturalmente è il gelato al Panettone a rappresentare la novità più identitaria: Galup prende cioè il prodotto che ha costruito la sua storia e lo trasporta dalla pasticceria al mondo del gelato.
Via Leone Tolstoi 40, Milano (MI)
Alàfia è una delle nuove realtà milanesi che si distingue già dal nome e dall’impostazione. Si trova in via Leone Tolstoi, in una zona della città che negli ultimi anni ha visto crescere parecchio l’offerta gastronomica di quartiere. Questa realtà unica nel suo genere guarda decisamente verso il Sud America, in particolare alla cultura gastronomica latinoamericana, reinterpretandone ingredienti e dolci tradizionali attraverso la tecnica del gelato italiano. Il progetto, di matrice colombiana, costruisce così un ponte tra due mondi: da una parte la cremosità e la struttura del gelato artigianale italiano, dall’altra frutti tropicali, dolci popolari e sapori che raramente si incontrano nelle normali vetrine delle gelaterie milanesi.

Il banco offre un piccolo viaggio gastronomico tra Colombia, Brasile e altri Paesi dell’America Latina. Ci sono la guanábana (graviola), dalla polpa profumata e acidula, la mousse di maracujá, la guava, il mango e la papaya, ma anche gusti che partono da preparazioni dolci della tradizione. L’arroz con leche viene trasformato in gelato mantenendo il carattere speziato del dessert, con cannella e chiodi di garofano; la paçoca si ispira invece al dolce brasiliano a base di arachidi, mentre il platano caramellato porta nel cono uno degli ingredienti più familiari della cucina latinoamericana. Non manca poi il doce de leite, accanto a combinazioni come lime, ananas e menta.
Corso di Porta Vigentina 6, Milano (MI)
Luca Gelaterie non è una nuova insegna in senso assoluto: la novità è il secondo punto vendita milanese, aperto in corso di Porta Vigentina 6, a pochi passi da Crocetta. Il progetto nasce da un gruppo di giovani amici e punta su un’idea molto semplice: il gelato come occasione di incontro. Anche la comunicazione del locale insiste molto sul concetto di comunità, mentre la proposta comprende gusti preparati con ingredienti stagionali, oltre a diverse opzioni per chi segue un’alimentazione vegana o deve evitare determinati ingredienti.
La nuova apertura è interessante perché non sembra voler trasformare una piccola gelateria in una catena standardizzata. Al contrario, mantiene l’idea originaria di Luca, fatta di quartiere, persone e prodotto artigianale, portandola in una seconda zona della città.
Piazza Artigianato, Milano (MI)
Forlà è una gelateria di quartiere nel senso più concreto del termine. Il progetto di Giordano, con una formazione maturata anche nei laboratori di Artico, ha trovato casa in piazza Artigianato e ha costruito la propria identità soprattutto attorno alla materia prima – fresca, stagionale e di altissima qualità.
Tra i gusti segnalati spiccano quelli alla frutta, come melone, pesca, cocco, frutti di bosco e limone. Ma il gusto che racconta meglio la personalità della gelateria è Abruzzo, preparato con ricotta di pecora, limone e zafferano: una combinazione a metà strada tra crema e frutta, che porta nel banco un riferimento territoriale preciso senza trasformarlo in una semplice citazione nostalgica. È una delle aperture milanesi che vale la pena osservare proprio per questo: un locale piccolo, un’identità di quartiere e una ricerca che passa soprattutto dagli ingredienti.
Corso Genova 26, Milano (MI)
Per Milanesi Gelaterie siamo già alla terza apertura. Dopo lo storico punto vendita di via Cadore 45 e quello di viale Legioni Romane 59, il nuovo indirizzo è in corso Genova 26.
La nuova sede porta avanti il lavoro che ha reso riconoscibile il progetto, a partire dalle stracciatelle artigianali, ma amplia l’esperienza anche al mondo del caffè specialty e della pasticceria fredda. Il locale è stato pensato come uno spazio più articolato, dove il gelato convive con caffè, iced coffee e altre golose preparazioni. È un passaggio interessante perché mostra come una gelateria artigianale possa crescere senza limitarsi alla moltiplicazione dei punti vendita. La terza sede diventa infatti anche un modo per allargare il momento di consumo e trasformare la gelateria in un luogo frequentabile durante diverse ore della giornata.
Via Franco Sacchetti 105, box 35, Mercato Rionale Sacchetti, Roma
Numa ha scelto un posto tutt’altro che scontato per una gelateria: un box all’interno del Mercato Rionale Sacchetti, nel quartiere Talenti. Il progetto, nato da un’intuizione dei maestri gelatai Giulio Draghi e Giuseppe Fortuna, punta su un gelato artigianale completamente senza glutine, dai coni alle cialde fino alle altre preparazioni, e propone anche numerosi gusti vegani e senza lattosio.
La frutta fresca e la stagionalità hanno un ruolo importante nella costruzione del banco, mentre tra le proposte segnalate ci sono la Crema Numa con base nocciola, crema al caffè e pan di Spagna, nonché il Bacio di Numa, con cioccolato fondente, fichi secchi e mandorle, già diventato uno dei gusti più riconoscibili della nuova insegna. La posizione all’interno del mercato permette inoltre alla gelateria di mantenere un rapporto diretto con il quartiere e, quando possibile, di utilizzare anche materie prime freschissime, spesso legate alla realtà commerciale che la circonda.
Viale Italia 114, Marina Romea (RA)
A Marina Romea è arrivata Gelato Gentile, nuova gelateria artigianale con una doppia anima: gelateria e yogurteria. L’apertura è avvenuta nella primavera 2026 e porta sulla costa ravennate un nuovo indirizzo dedicato al gelato, con una proposta che affianca alla parte tradizionale anche quella dello yogurt.
È una di quelle aperture che acquistano particolare interesse durante la stagione estiva: non tanto per l’idea di inventare un nuovo modo di mangiare il gelato, quanto per la capacità di intercettare un pubblico molto diverso, quello delle località di mare, lavorando su un’offerta fresca, variegata e immediata.
Via Domenico Nicolai 59, Bari (BA)
StéFrisk si presenta con una definizione che dice già molto: “il gelato naturalmente fresco”. La nuova gelateria barese lavora sulla freschezza delle materie prime e su una lettura personale degli ingredienti del territorio, con la mandorla come uno degli elementi più interessanti del progetto.
Ma la parte più curiosa è la ricerca sui gusti gastronomici, che non vengono trattati come semplici provocazioni ma inseriti all’interno di un lavoro tecnico più preciso. L’idea è quella di utilizzare il gelato come strumento per esplorare ingredienti e combinazioni, mantenendo però al centro freschezza e riconoscibilità del sapore. In una città con una forte cultura della mandorla e della pasticceria, StéFrisk prova quindi a costruire un linguaggio contemporaneo senza allontanarsi troppo dal territorio.
Verona (VR)
Vero Gelato porta nel panorama veronese un’idea di gelateria costruita attorno alla semplicità della materia prima di qualità. Il progetto nasce dalla volontà di realizzare ogni gusto partendo da zero, utilizzando ingredienti selezionati e una lavorazione artigianale.
La filosofia guarda alla tradizione ma senza rinunciare alle tecniche più moderne. Il gelato viene inoltre conservato nei pozzetti, soluzione che permette di proteggerlo dalla luce e di mantenere più stabile la temperatura, con effetti positivi sulla conservazione delle caratteristiche aromatiche. La proposta comprende anche gusti vegani e soluzioni pensate per diverse esigenze alimentari, oltre a coni e brioche senza glutine. Un progetto che, più che inseguire l’effetto sorpresa, punta sulla riconoscibilità del prodotto.
Viale Stazione 26, Montegrotto Terme (PD)
Ciokkolatte è una realtà che nuova non è, ma che entra in questa lista perché rappresenta una nuova tappa dell’espansione del progetto in un territorio particolarmente vocato al turismo termale. La storia della gelateria comincia infatti nell’ormai lontano 2011 e negli anni ha costruito una proposta fondata sulla ricerca e sulla creatività. Tra i gusti che hanno segnato il percorso di Ciokkolatte c’è il Caramello salato con sale nero di Cipro, vincitore dello Sherbeth Festival nel 2017, mentre un’altra creazione rimasta nella storia della gelateria è Olimpico – The Brazilian Cheesecake, con cheesecake, mango e maracuja.
Il progetto non rinuncia ai classici, ma continua a lavorare anche su gusti più creativi, mantenendo una filosofia che considera il gelato come un prodotto in continua evoluzione. L’apertura di Montegrotto Terme porta quindi un nome già conosciuto in un nuovo contesto, intercettando il pubblico della zona termale e quello di passaggio.
Guardando insieme queste undici aperture emerge un dato interessante: la novità non sta soltanto nel numero di gelaterie che continuano a nascere, ma soprattutto nella varietà dei progetti. C’è chi parte da una seconda sede per consolidare un’identità già riconoscibile, come Luca Gelaterie e Milanesi Gelaterie; chi sceglie un luogo insolito, come Numa all’interno di un mercato; chi punta sulla ricerca gastronomica, come StéFrisk; chi lavora sul rapporto con il quartiere, come Forlà; e chi arriva al gelato da un percorso imprenditoriale completamente diverso, come nel caso di Oblò.
È forse questo l’aspetto più interessante delle nuove aperture: oggi aprire una gelateria non significa soltanto mettere in vetrina una serie di gusti. Significa costruire un’identità, scegliere come raccontare le materie prime, decidere quanto spazio lasciare alla creatività e soprattutto trovare un motivo per cui il cliente dovrebbe tornare. Ed è proprio osservando queste nuove insegne che si capisce quanto il gelato artigianale continui a cambiare, anche quando il prodotto sembra, in apparenza, sempre lo stesso.
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