The Ice Cream Project, il pop-up estivo di Anya Hindmarch con i gusti più strani al mondo
A prima vista potrebbe sembrare assurdo: un cono di gelato al dentifricio, una pallina al dado da brodo di manzo…
La recensione gastronomica italiana trova da decenni il suo punto di riferimento nelle guide firmate dal Gambero Rosso, un sistema editoriale che ha fatto del rigore e dell’indipendenza i suoi marchi di fabbrica. Attraverso una metodologia di voto consolidata in quarant’anni di storia e basata sul celebre punteggio dei “Coni”, la pubblicazione annuale fotografa l’evoluzione dei laboratori nazionali, analizzando non soltanto la bontà del prodotto, ma l’interezza dell’esperienza: dalla trasparenza della filiera all’accoglienza del personale, fino al design del locale. Il traguardo dei Tre Coni rappresenta il massimo riconoscimento possibile, riservato esclusivamente a quelle insegne capaci di esprimere una qualità assoluta e una firma stilistica ben definita.
L’ultima edizione della guida evidenzia una crescita straordinaria del comparto, raddoppiando quasi i numeri degli esordi e selezionando centinaia di indirizzi su tutto il territorio nazionale. La classifica vede una netta preminenza della Lombardia per volume di attività, seguita a ruota da storiche culle del gusto come il Piemonte, l’Emilia-Romagna e il Lazio. L’attenzione degli ispettori si è concentrata su un concetto di artigianalità contemporanea che si distacca dalle mode commerciali per abbracciare la sostenibilità, la tecnica pura e la valorizzazione della biodiversità agricola.
La cerchia dell’eccellenza Made in Italy si allarga accogliendo 11 nuove realtà diffuse lungo tutta la penisola, a testimonianza di una cultura del gelato solida che unisce il nord e il sud del Paese attraverso interpretazioni sia storiche, sia dal taglio più moderno. Ecco i nuovi ingressi in vetta alla classifica:
Accanto all’assegnazione dei punteggi tradizionali, la guida ha voluto valorizzare i percorsi individuali e i progetti di ricerca più significativi attraverso una serie di riconoscimenti mirati.
La palma di Novità dell’Anno è andata a The Rag, un progetto irpino guidato da Gian Paolo Capaldo, mentre il titolo di Gelatiere Emergente è stato assegnato alla professionista toscana Eleonora Prinzi del laboratorio Ele Gelati & Granite di Lucca. Per la categoria del Miglior Gelato Gastronomico, focalizzata sulle sperimentazioni salate e sugli accostamenti strutturati, i riconoscimenti hanno premiato 100% Naturale (Sestri Levante e Chiavari), Capodilatte (Vicenza) e Scilò Gelateria Contemporanea (Chieti).

Il legame profondo con il territorio e le sue produzioni tipiche è stato celebrato con il premio Gelato e Territorio, andato a Lolla Gelato (Viterbo e Bolsena), Gasparotto (Lacco Ameno) e Bar Ettore (Locri). In occasione di una ricorrenza storica per la casa editrice, è stato istituito anche un premio speciale per celebrare i maestri che hanno tracciato la storia della gelateria italiana, tra cui figurano nomi illustri come Alberto Marchetti, Giancarlo Timballo, Corrado Sanelli, Gianfrancesco Cutelli, Sergio Dondoli, Claudio Torcè e Antonio Cappadonia.
Infine, il prestigioso titolo di Gelateria dell’Anno ha premiato la Sicilia, celebrando la Gelateria Pasticceria Santo Musumeci di Randazzo. Sotto la guida illuminata di Giovanna Musumeci, questo storico indirizzo alle pendici dell’Etna è stato riconosciuto come il perfetto punto di equilibrio tra eredità familiare e visione contemporanea del gelato artigianale.
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