Gelato artigianale nei distributori automatici, l’idea di Ilaria Passali
Cosa succederebbe se, invece della solita merendina confezionata, da un distributore automatico uscisse un barattolino di gelato artigianale? È la…
C’è un momento in cui un alimento smette di essere semplicemente qualcosa che si mangia e diventa cultura. Per il gelato, quel momento forse deve ancora arrivare. O forse, in realtà, è già iniziato.
Il gelato è uno degli alimenti più amati dagli italiani. Lo consumiamo con naturalezza, lo scegliamo spesso in pochi secondi, lo fotografiamo, lo condividiamo sui social e, nella maggior parte dei casi, lo giudichiamo esclusivamente attraverso il gusto: buono o cattivo, dolce o poco dolce, cremoso o freddo.
Eppure, dietro una coppetta di gelato, si nasconde un mondo sorprendentemente complesso.
Ci sono materie prime che arrivano da territori lontani, ingredienti dimenticati che tornano a raccontare una storia, fermentazioni, tecniche di estrazione, studi sulla struttura, sulla temperatura, sull’equilibrio degli zuccheri e sulla percezione aromatica. Ci sono ore di prove, errori, confronti e ricerca.
E soprattutto ci sono persone.
Persone che ogni giorno cercano di spostare un po’ più avanti il confine di ciò che il gelato può rappresentare.
È proprio da questa convinzione che nasce Come Prima Più Di Prima, il progetto ideato dalla Gelateria Wally di Milano, che il prossimo 10 ottobre arriverà alla sua sesta edizione.
CPPDP non è una fiera. Non è una competizione. E non è una semplice degustazione.
È un progetto nato da una domanda molto semplice:
E se il gelato meritasse di essere raccontato con la stessa profondità con cui raccontiamo il vino, il caffè o l’olio extravergine d’oliva?
Per un’intera giornata, venti professionisti provenienti da esperienze diverse lavoreranno fianco a fianco, mettendo da parte ogni logica di concorrenza per condividere idee, ricerca e visioni.
Ognuno racconterà un gusto.
Ma nessuno porterà semplicemente una ricetta.
Ogni gusto sarà il risultato di un percorso fatto di studio, tecnica, intuizioni, errori, territorio e ricerca. Perché ogni gelato racconta inevitabilmente anche chi lo ha immaginato.

L’obiettivo di Come Prima Più di Prima non è decretare quale sia il gelato migliore.
L’obiettivo è offrire al pubblico un’occasione per osservare questo prodotto con occhi diversi, comprendendo che dietro ogni coppetta esiste un patrimonio di conoscenze che troppo spesso rimane invisibile.
Come racconta Andrea Zingrillo, ideatore dell’evento:
“Negli anni è capitato che qualcuno uscisse da CPPDP dicendo che uno dei gusti assaggiati non gli era piaciuto. Ogni volta, dentro di me, ho pensato che l’evento avesse funzionato perfettamente.”
Perché CPPDP non nasce per cercare un consenso immediato, ma per creare un momento di confronto.
“Non nasce per piacere sempre e a tutti. Nasce per metterci di fronte a qualcosa che non conosciamo, che magari non comprendiamo subito e che, proprio per questo, ci obbliga a fermarci un istante in più.”
Un approccio che ribalta il modo tradizionale con cui spesso giudichiamo il cibo: non esistono necessariamente gusti giusti o sbagliati, ma esperienze capaci di avvicinarci o allontanarci, invitandoci comunque a riflettere.
“Esistono gusti che sentiamo immediatamente vicini e altri che ci chiedono di cambiare prospettiva. La curiosità viene sempre prima del giudizio.”
Durante la giornata sarà possibile assaggiare i venti gusti realizzati dai gelatieri ospiti, ma il programma andrà ben oltre la semplice degustazione.
Alle ore 16.00, Roberto Lobrano guiderà un’analisi sensoriale aperta al pubblico, accompagnando i partecipanti in un percorso che partirà dall’assaggio di diversi prodotti per arrivare a comprendere come nascono le sensazioni che percepiamo quando mangiamo un gelato.
A seguire sarà il momento degli Unconventional Games, un format originale che utilizza il gioco come strumento per osservare il gelato da punti di vista inaspettati, coinvolgendo il pubblico in prove di logica, percezione e degustazione.
Per tutta la giornata, inoltre, ogni acquisto darà diritto a partecipare al Giochino Con-gelato, una prova di abilità pensata per aggiungere un ulteriore momento di coinvolgimento e mettere in palio premi, gadget ed esperienze.
Dalle ore 19.00, dopo la premiazione dei vincitori degli Unconventional Games, il racconto proseguirà con un ultimo momento di convivialità. I ragazzi di RRRendez vouSSS accompagneranno il pubblico con un DJ set, trasformando il dehor di Wally in uno spazio di incontro e condivisione.
Per chi lo desidera, sarà inoltre possibile concedersi una pausa dal gelato con una drink list pensata ad hoc e una selezione di stuzzichini offerti dalla Gelateria Wally, per vivere l’evento in una dimensione ancora più conviviale e informale.

Tra gli ospiti sarà presente anche Andrea Mattasoglio, tra i più seguiti content creator italiani nel mondo del food, che per l’occasione uscirà dal proprio contesto abituale confrontandosi con la realizzazione di un gusto insieme ai professionisti presenti.
Sarà interessante osservare come il suo modo di raccontare il cibo si tradurrà nella creazione di un gelato, mettendo in dialogo due mondi apparentemente diversi: quello della comunicazione e quello della ricerca gastronomica.
Ma il programma, in fondo, è soltanto uno strumento.
Il vero obiettivo di CPPDP è un altro.
Non insegnare alle persone cosa deve piacere. Ma offrire loro gli strumenti per capire perché qualcosa piace.
Viviamo in un’epoca in cui il gelato rischia sempre più spesso di essere percepito come una commodity, un prodotto indistinto da scegliere in pochi istanti e consumare con altrettanta velocità.
Ed è giusto che, a volte, sia così.
Ma non dovrebbe essere sempre così.
CPPDP nasce proprio per provare a cambiare questo paradigma.
Per riportare al centro:
Per ricordarci che il gelato non è soltanto un dessert, ma un linguaggio attraverso cui raccontare territori, stagioni, ricordi, emozioni e identità.
Anche quest’anno, come da tradizione, al netto delle spese organizzative, il ricavato dell’evento sarà devoluto alla Fondazione Aquilone, a sostegno dei suoi progetti.
Perché condividere cultura significa anche creare valore che possa andare oltre una singola giornata.
Come Prima Più di Prima non vuole soltanto far assaggiare nuovi gusti.
Vuole invitare le persone a fermarsi un momento in più davanti a una coppetta di gelato e chiedersi: che cosa c’è davvero dietro quello che sto assaggiando?
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